Riconnettersi alla propria vera Natura


Ecologia interiore ed esteriore
Il mio percorso mi ha portata a esplorare diverse forme di ecologia.
Nelle scienze ambientali ho studiato l’ecologia “scientifica”: lo studio degli esseri viventi tra loro e in relazione al loro ambiente. Nel coaching ho scoperto l’ecologia dell’obiettivo—un obiettivo è detto “ecologico” quando è benefico per sé e per il proprio contesto. Infine, ho compreso che anche la sofrologia dinamica® possiede una dimensione ecologica: ci invita a tornare alla casa che vive dentro di noi, questo luogo intimo che impariamo a esplorare e a nutrire (oikos = casa, logos = studio).
La sofrologia dinamica® e il coaching ci aiutano ad abitare pienamente questo spazio: prendere consapevolezza delle nostre risorse, comprenderci meglio e trovare un equilibrio interiore. Entrambi aprono spazi di riflessione e chiarezza, invitando al tempo stesso a un’esperienza vissuta e incarnata. Il coaching pone l’accento sul questionamento, sul senso e sulle scelte consapevoli, mentre la sofrologia coinvolge maggiormente il corpo, il respiro e l’energia. Insieme, formano un accompagnamento globale e complementare. E quando coltiviamo questa armonia dentro di noi, abbiamo più spazio per prenderci cura della nostra casa esterna: il mondo, la natura, il Vivente.
Con il tempo, ho scelto di ampliare questo approccio.
L’eco-facilitazione sostiene la riconnessione con il Vivente—dentro di sé, intorno a sé e nella relazione tra i due. Propone contesti sicuri per esplorare le proprie sensazioni, i propri slanci e la propria creatività, e ritrovare un senso di appartenenza più ampio, senza cercare soluzioni preconfezionate.
Il Reiki Usui aggiunge una dimensione complementare: un tempo di pausa, presenza e ascolto che sostiene l’apaisement e l’armonizzazione delle diverse dimensioni dell’essere. Offre uno spazio per rallentare, depositarsi e lasciare emergere ciò che ha bisogno di essere accolto, nel “rispetto della vita intorno a sé in tutte le sue forme”.
Per me, queste due ecologie si nutrono reciprocamente.
Io le chiamo:
Ecologia interiore — prendersi cura di sé, accogliere le proprie emozioni, sviluppare le proprie risorse e trovare un equilibrio allineato per raggiungere i propri obiettivi nel rispetto di chi ci circonda.
Ecologia esteriore — prendersi cura di ciò che ci circonda e degli altri, per preservare l’equilibrio sia individuale sia collettivo.
Le persone altamente sensibili (HSP) o ad alto potenziale intellettivo (HPI) percepiscono spesso con grande intensità il legame tra queste due dimensioni. La loro empatia, intuizione, capacità percettiva e visione globale possono essere veri e propri punti di forza per nutrire questo legame—talvolta a condizione di imparare a canalizzare e valorizzare questa energia. È per questo che le accompagno in modo particolare.
A seconda dei tuoi bisogni e del tuo slancio interiore, possiamo lavorare unicamente sulla tua ecologia interiore, oppure esplorare insieme come essa risuona con la tua ecologia esteriore.
Coltivare il proprio mondo interiore significa fertilizzare il mondo esteriore.
Prendersi cura del mondo esteriore significa pacificare il proprio mondo interiore.
Esplorare la sensibilità e il proprio funzionamento
Per me, esplorare la sensibilità significa imparare a conoscersi meglio.
Significa portare consapevolezza al modo in cui percepiamo e abitiamo il mondo, elaboriamo le informazioni, viviamo le emozioni ed entriamo in relazione.
Alcune persone sentono tutto molto intensamente, pensano molto velocemente o molto lontano, percepiscono sfumature sottili—talvolta a costo di un senso di disallineamento, sovraccarico o stanchezza. Altre avvertono confusamente che il loro modo di funzionare è diverso, senza riuscire a dargli un nome.
Attraverso i test della Dott.ssa Elaine Aron (alta sensibilità) e della Dott.ssa Mary Rocamora (plusdotazione), ti accompagno nell’esplorazione del tuo funzionamento sensoriale, emotivo e cognitivo per:
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comprendere meglio ciò che accade dentro di te;
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fare della tua sensibilità un’alleata invece di subirla;
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trasformare la comprensione intellettuale in esperienza vissuta;
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rendere le tue particolarità delle risorse, piuttosto che fonti di tensione.
Questa esplorazione avviene al tuo ritmo, nel rispetto della tua unicità, con l’intenzione di permetterti di vivere in modo più allineato, più radicato e più libero nelle tue scelte.
A seconda della tua situazione e del tuo slancio interiore, può trattarsi di:
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svolgere esclusivamente il test, in uno spazio-tempo di circa tre incontri, comprendenti un momento di incontro iniziale, la somministrazione del test vero e proprio e una restituzione personalizzata orale e/o scritta, secondo la tua preferenza;
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svolgere il test e proseguire con un accompagnamento su misura, per vivere meglio il tuo funzionamento e farne una risorsa nella vita quotidiana;
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integrare uno o entrambi i test all’interno di un percorso di accompagnamento già avviato.
La passazione di questi test—in particolare quello della Dott.ssa Mary Rocamora—non sostituisce una valutazione HPI formale, che deve essere effettuata da uno/a psicologo/a qualificato/a.
Può tuttavia rappresentare un complemento significativo e una base preziosa per un accompagnamento più approfondito, orientato a una migliore conoscenza di sé e a una riconnessione con la propria vera Natura.
Non esitare a contattarmi se desideri saperne di più.


La Natura occupa un posto centrale nel mio approccio, non come uno sfondo, ma come una presenza vivente con cui entrare in relazione.
Come alleata, la Natura sostiene i processi di regolazione, di calma e di rigenerazione.
I lavori del Dott. Qing Li, fondatore della pratica dei bagni di foresta (shinrin-yoku), hanno messo in evidenza gli effetti benefici dell’immersione in ambienti naturali sullo stress e sull’equilibrio globale. Altre ricerche in psicologia suggeriscono che le persone particolarmente sensibili sviluppano spesso un legame profondo con la Natura, fonte di benefici emotivi e di regolazione interiore.
Come specchio, ci aiuta a comprenderci meglio. Osservando i suoi cicli, i suoi movimenti e le sue trasformazioni, riconosciamo i nostri. La Natura riflette i nostri stati interiori, illumina i nostri slanci, le nostre fragilità, i nostri bisogni di riposo o di espansione, e invita a un ascolto più sottile di sé.
Come casa, infine, ci ricorda che facciamo parte di un tutto vivente, più vasto di noi. Per alcuni/e, questa riconnessione risveglia un profondo senso di appartenenza. Per altri, apre uno spazio di interrogazione, di trasformazione, o persino di riposizionamento di fronte alle attuali sfide ecologiche. In ogni caso, si tratta di coltivare un legame rispettoso, sensibile e vivo—senza imposizioni, senza esaurimento.
È in questa relazione con la Natura, interiore ed esteriore, che si inscrivono i percorsi di accompagnamento che propongo: spazi per riconnettersi a sé stessi, trovare la propria giusta posizione e avanzare con maggiore chiarezza, vitalità e serenità.
La Natura come alleata, come specchio, come casa



